GESU' PRESENTE NEL SANTISSIMO SACRAMENTO DELL'ALTARE: TI ADORIAMO

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Sia lodato e ringraziano in ogni momento, il Santissimo e Divinissimo Sacramento

... Sia lodato e ringraziato in ogni momento, il Santissimo e Divinissimo Sacramento

.....Sia lodato e ringraziato in ogni momento, il Santissimo e Divinissimo Sacramento

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo

...Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo

......Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo

L'AMORE PIù grande

PREGHIERA DI ADORAZIONE

O dolcissimo Gesù, presente nel SS.Sacramento,
volgi il tuo sguardo misericordioso
a noi che umilmente ci inginocchiamo davanti al tuo altare.
Tutto il mondo Ti appartiene, e noi,
per poter vivere nella tua grazia,
vogliamo consacrarci al tuo sacratissimo cuore.
Gesù, Tu sei il Re dell'Universo,
e vorremmo che tutti gli uomini vivessero vicino a Te,
facendoti corona, con l'amore, la pietà e la preghiera.
Gesù donaci la pace.

 

Cristo Eucaristia, dono grande di Amore, ma prima invochiamo lo Spirito Santo:

       Io credo Signore che mi sei vicino;   sei nel mio cuore e non mi abbandoni mai.                                 In questo momento, ti chiedo il dono del tuo Spirito  perché mi liberi la mente e il cuore  da ogni desiderio non gradito a te, dalle paure e dalle preoccupazioni                                          Signore,   tu sai che nella mia mente ci sono tanti ricordi e sensi di colpa.   Mi vengono in mente peccati passati,   paure vissute e subito perdo la pace.                                                  Spirito Santo, mio Signore  liberami completamente perché io stia sempre in pace con me stesso,   ereno, forte e non ceda più allo scoraggiamento.  Amen.

La Parola

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15, 9-17)

In quel tempo, Gesù disse: Come il Padre ha amato me, così anch`io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.  Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando.  Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l`ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.

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“Rimanete nel mio amore.”

Meditiamo:

Dalle Omelie sul Vangelo di Giovanni di Sant’Agostino d’Ippona

Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi: rimanete nel mio amore. Ecco l'origine di tutte le nostre buone opere. Quale origine potrebbero avere, infatti, se non la fede che opera mediante l'amore? E come potremmo noi amare, se prima non fossimo amati? Lo dice molto chiaramente, nella sua lettera, questo medesimo evangelista: Amiamo Dio, perché egli ci ha amati per primo.

Rimanete nel mio amore. In che modo ci rimarremo? Ascolta ciò che segue:  Se osservate i miei comandamenti - dice - rimarrete nel mio amore. Nessuno quindi si illuda di amare il Signore, se non osserva i suoi comandamenti; poiché in tanto lo amiamo in quanto osserviamo i suoi comandamenti, e quanto meno li osserviamo tanto meno lo amiamo. E che significa: Se osserverete i miei comandamenti rimarrete nel mio amore, se non che voi potete avere la certezza di essere nel mio amore, cioè nell'amore che io vi porto, se osserverete i miei comandamenti? Non siamo dunque noi che prima osserviamo i comandamenti di modo che egli venga ad amarci, ma il contrario: se egli non ci amasse, noi non potremmo osservare i suoi comandamenti. Questa è la grazia che è stata rivelata agli umili mentre è rimasta nascosta ai superbi.

“Dare la vita per gli amici.”

Meditiamo  

Dalle Omelie sul Vangelo di Giovanni di Sant’Agostino d’Ippona

 Il Signore, fratelli carissimi, ha definito l'apice dell'amore, con cui dobbiamo amarci a vicenda, affermando: Nessuno può avere amore più grande che dare la vita per i suoi amici. A quanto aveva detto prima: Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi , aggiunge quanto avete appena ascoltato: Nessuno può avere amore più grande che dare la vita per i suoi amici. Ne consegue ciò che questo medesimo evangelista espone nella sua lettera: Allo stesso modo che Cristo diede per noi la sua vita, così anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli , precisamente amandoci a vicenda come ci amò Cristo che diede la sua vita per noi. E' quanto appunto si legge nei Proverbi di Salomone: Se ti siedi a mangiare con un potente, guarda e renditi conto di ciò che ti vien messo davanti, e, mentre stendi la mano, pensa che anche tu dovrai preparare qualcosa di simile. Quale è la mensa del potente, se non quella in cui si riceve il corpo e il sangue di colui che ha dato la sua vita per noi? Che significa sedere a questa mensa, se non accostarvisi con umiltà? E che significa guardare e rendersi conto di ciò che vien presentato, se non prendere coscienza del dono che si riceve? E che vuol dire stendere la mano pensando che anche tu dovrai preparare qualcosa di simile, se non quel che ho detto sopra e cioè: come Cristo diede la sua vita per noi, così anche noi dobbiamo esser pronti a dare la nostra vita per i fratelli? Egli non ha avuto bisogno di noi per salvarci, mentre noi senza di lui non possiamo far nulla. Egli si è offerto come vite a noi che siamo i tralci, a noi che senza di lui non abbiamo la vita. Infine, anche se i fratelli arrivano a morire per i fratelli, tuttavia, non può essere versato il sangue di nessun martire per la remissione dei peccati dei fratelli, cosa che invece egli fece per noi; offrendoci con questo non un esempio da imitare, ma un dono di cui essergli grati. Amiamoci dunque a vicenda, come il Cristo ci ha amato e ha offerto se stesso per noi. Sì, perché nessuno può avere amore più grande che dare la vita per i suoi amici. Imitiamolo dunque con devota obbedienza, senza avere la presunzione irriverente di confrontarci con lui. 

“Il comandamento  dell'Amore scambievole”

Meditiamo

Dalle Omelie sul Vangelo di Giovanni di Sant’Agostino d’Ippona

Ora, in questa pagina che adesso avete sentito leggere, il Signore prosegue: Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri . Poiché egli stesso ci ha dato questo amore vicendevole, lui che ci ha scelti quando eravamo infruttuosi non avendo ancora scelto lui. Uno infatti ama il prossimo suo come se stesso, se ama Dio; perché se non ama Dio, non ama neppure se stesso. In questi due precetti della carità si riassumono infatti tutta la legge e i profeti: questo il nostro frutto. In nome di questo amore, però, dobbiamo sopportare pazientemente l'odio del mondo. E' inevitabile che il mondo ci odi, se vede che noi non amiamo ciò che esso ama. Ma il Signore ci offre, nella sua stessa persona, un grande motivo di consolazione. Dopo aver detto: Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri, soggiunge: Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi .

 

 Preghiera conclusiva 

Santa Maria, Madre di Dio,

tu hai donato al mondo la vera luce,

Gesù, tuo Figlio – Figlio di Dio.

 Ti sei consegnata completamente

alla chiamata di Dio e sei così diventata

sorgente della bontà che sgorga da Lui.

Mostraci Gesù. Guidaci a Lui.

 

Insegnaci a conoscerlo e ad amarlo,

perché possiamo anche noi

diventare capaci di vero amore

ed essere sorgenti di acqua viva

in mezzo a un mondo assetato.

(Deus Caritas Est, n. 43)

Preghiere di adorazione eucaristica Sant'Agostino

O Dio , che sei amato da ogni essere che può amare,

ne sia esso cosciente o no;

O Dio, dal quale allontanarsi è cadere, verso cui voltarsi è risorgere,

nel quale rimanere è avere sicurezza;

O Dio, dal quale uscire è morire, al quale avviarsi è tornare a vivere,

nel quale abitare è vivere;

O Dio, che non si smarrisce se non si è ingannati,

che non si cerca se non si è chiamati,

che non si trova se non si è purificati;

O Dio, al quale ci stimola la fede,

ci innalza la speranza, ci unisce la carità:

ormai io te solo amo, te solo seguo,

te solo cerco

e sono disposto ad essere soggetto a te soltanto,

poiché tu solo con giustizia eserciti il dominio

e io desidero essere di tuo diritto.

Comanda e ordina ciò che vuoi, ti prego,

ma guarisci e apri le mie orecchie

affinché possa udire la tua voce.

Guarisci e apri i miei occhi

affinché possa vedere i tuoi cenni.

Allontana da me i movimenti irragionevoli

affinché possa riconoscerti.

Dimmi da che parte devo guardare

affinché ti veda,

e spero di poter eseguire tutto ciò che mi comanderai.

Riammetti, ti prego, il tuo schiavo fuggito,

o Signore e Padre clementissimo. amen

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gesù presenza viva e nostra speranza, abbi pietà di noi e del mondo intero