GUIDA PASTORALE 2016-2017

IL PARROCO:

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DON GIOVANNI TOSONI

Vi lascio un pensiero...

PASQUA DI RISURREZIONE

CARI AMICI,

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Tardi t’amai, 

bellezza così antica, 
così nuova, 
tardi t’amai! 
Ed ecco, 
tu eri dentro di me 
ed io fuori di me 
ti cercavo 
e mi gettavo 
deforme 
sulle belle forme 
della tua creazione… 
Tu hai chiamato 
e gridato, 
hai spezzato la mia sordità,
hai brillato 
e balenato, 
hai dissipato la mia cecità, 
hai sparso la tua fragranza
ed io respirai, 
ed ora anelo verso di te;
ti ho gustata 
ed ora
ho fame e sete, 
mi hai toccato, 
ed io arsi 
nel desiderio 
della tua pace 

                                                    (SANT’AGOSTINO, 
Le Confessioni)                                                   

 

                                 buona PASQUA,

vi dono come regalo la bellissima preghiera di Sant’Agostino.

Perché questa preghiera?

Viviamo giorni difficili, avvolti da tanta violenza, terrorismo e martirio per tanti cristiani ma Sant’Agostino ci dona luce sulla strada da percorrere.

Curiamo la nostra conversione e non scoraggiamoci. Seguiamo la via del bene e ascoltiamo le parole di Gesù:  abbiate fiducia.. io ho vinto il mondo (Gv 16,33)

DIO VI BENEDICA

 Don Giovanni  

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Se capissimo fino in fondo, io per primo, la grandezza di quello che tutti i giorni si rinnova sull’altare e la bellezza del nostro appuntamento domenicale, potremmo veramente viverlo con pienezza. Eppure Gesù parla chiaramente nel suo Vangelo del dono di se stesso, non fa discorsi simbolici come in altre occasioni ma parla in senso realistico. E’ nel capitolo 6 del Vangelo di Giovanni che Gesù inizia a parlare della promessa dell’Eucarestia ed è interessante notare che questa promessa è preparata da due miracoli (la moltiplicazione dei pani e la traversata del lago di Tiberiade fatta camminando sulle acque).Gesù in questo modo, prepara i suoi discepoli ad accettare quello che sarà il grande mistero eucaristico.

GIOVANNI 6, 51-55

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

Ma è nell’ultima cena che Gesù svelerà il mistero eucaristico, il suo corpo e il suo sangue donato sotto le apparenze del pane e del vino

MARCO 14, 22-24

Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: «Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza versato per molti. In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio».

  
Con l’onnipotenza divina, quando noi sacerdoti pronunciamo le parole della consacrazione interviene Dio e compie il mutamento. Se riflettiamo bene, se Dio ha creato dal nulla tutte le cose, forse non può mutare una cosa in un’altra ?
Impariamo davvero a gustarci questi misteri divini.

Il sacerdote compie il Sacrificio eucaristico

in persona di Cristo

e lo offre a Dio

a nome di tutto il popolo.

(Lumen Gentium 10)

 

                                                              Il curato d'Ars: un prete sconcertante e 

                                                              straordinario, di cui il suo Vescovo diceva:

                                                              "Io non so se sia istruito, ma quello che so bene

                                                               è che lo Spirito Santo

                                                               si prende cura di illuminarlo".

                                                                                           Le nuvole di Ludovico Einaudi